Quella volta che… mi sono trasferita in Olanda (parte 1)

Dopo la laurea avevo deciso mesi fa che terminati gli studi sarei partita per un’esperienza di lavoro all’estero, probabilmente con AIESEC. Finita la tesi, ho iniziato a cercare opportunità tramite il portale dell’associazione e a fare i primi colloqui su Skype.

Tra colloqui e candidature senza fine

Non è stato un periodo facilissimo, tra paura di non farcela, dubbi sul lasciare o meno Roma e timore che non sarei mai stata selezionata per nessun lavoro.
A un certo punto ho avuto una specie di colpo di fulmine con uno degli annunci nella newsletter di AIESEC Italia. Mi piaceva il progetto, mi piaceva l’azienda e lo stipendio. La città un pochino meno, mai mi sarei aspettata di finire in Olanda, a Utrecht, ma insomma, perché no?
Fatto il primo colloquio, poi l’articolo di prova, quando ho saputo che avevo passato la selezione per il terzo incontro ero molto snervata da tutti questi step e dalla lunga attesa.
Quando ho ricevuto la mail in cui mi comunicavano che ero stata selezionata, penso di aver quasi pianto dalla felicità.

Dopo due anni…addio Roma

Il distacco da Roma, dopo due anni e mezzo nei quali mi ero quasi abituata ai ritardi dell’ATAC e avevo trovato la mia dimensione è stato abbastanza traumatica.
Sono stata ricompensata, in un certo senso, dal calore di tutte le persone e gli amici che mi hanno fatto capire come fossero genuinamente contenti per me e per questa nuovo inizio che avevo davanti. Non so quante volte mi sono sentita rispondere al mio “ma lì c’è un tempo orrendo, mi mancherà questo sole” con “vedrai che sarai ancora più felice, che andrà tutto bene”.
Ho cercato di rimuovere questo trasferimento futuro dalla mia mente il più possibile, infatti ho fatto pochissime ricerche sull’Olanda e su Utrecht, come mio solito in realtà.

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Canale di Utrecht – credits @ritornieandate

L’arrivo in terra olandese

Ho lasciato l’Italia piena di sole e l’11 aprile con l’uovo di Pasqua comprato in aeroporto e sono arrivata nella fredda Amsterdam.
Lì mi sono venuti a prendere tre ragazzi del comitato di Utrecht ed è stato un momento molto bello, perché ho iniziato a capire di più quanto un’associazione come AIESEC ti possa trasmettere in termini di calore e di appartenenza. In treno abbiamo anche confrontato il funizonamento della realtà olandese con quella italiana, trovando soprattutto punti in comune (stessa struttura del comitato, stesso linguaggio e stessi valori). Loro poi si fanno davvero in quattro per far sentire noi interns accolti e parte proprio di una comunità in moltissimi modi, dal welcome pack alle cene settimanali, al “vado a fare shopping, vieni?” e penso che ci riescano molto bene.

Passiamo alle cose serie

Penso che fin’ora il mio posto preferito della città sia proprio l’ufficio, che ha un design tendente all’innovativo e molto curato, tipico delle startup e con una grande attenzione ad avere un ambiente piacevole dove le persone lavorino bene. È un unco grande open space, con alcune salette per i meeting sempre con vetri trasparenti, ed è davvero piacevole lavorarci.

I colleghi sono molto giovani, alcuni stanno finendo l’università, e tutti molto amichevoli e rilassati. Non c’è molto l’idea di gerarchia, sia perché tutti hanno la stessa scrivania, sia perché anche i due fondatori hanno un atteggiamento molto friendly e trasmettono sempre entusiasmo. Mi è capitato di incontrare uno di loro due alla macchinetta del caffè e mi ha parlato in maniera totalmente poco formale, chiedendomi come era andato il primo giorno.

La mia job description

Il mio compito è scrivere contenuti per i siti web che gestiamo, per ora sono nella fase di training, quindi sto soprattutto imparando molto riguardo alla SEO e su Google e inizio a scrivere i primi articoli per i due siti di cui mi devo occupare.

Mi ha colpito molto che siano stati molto chiari nello spiegarmi le mie mansioni e il mio ruolo nel team da subito, oltre agli obiettivi che dobbiamo raggiungere in questo primo trimestre. In questo la fiosofia di AIESEC è molto simile, perché anche nei comitati locali si lavora per obiettivi concreti e misurabili stabiliti sulla base di analisi precendenti.

Viene applicato il metodo di definire gli obiettivi OKR, Objective and Key Result, introdotto da Intel e reso popolare da John Doerr.  Lo stesso scelto anche da Google, LinkedIn, Twitter e Uber. [Per maggiori dettagli qui è spiegato da John Doerr stesso]

La filosofia dell’azienda è espandersi piano piano, un passo alla volta e con grande pianificazione, attraverso un continuo miglioramento dei prodotti. In questo caso i siti web.

Only for SEO lovers

Per gli amanti del SEO, alcuni articoli  in inglese che ci hanno consigliato per imparare le basi, si possono trovare sul web Distilled, la guida SEO di Moz e Ahrefs .

Per ora io sono ancora incredula che qualcuno mi abbia scelta per lavorare in un posto così bello, dove ho l’opportunità di imparare tantissimo su un argomento, il SEO e la scrittura per il web, che non ho approfondito all’università e considero importante per il mio futuro professionale, qualsiasi strada potrà un giorno prendere.

 

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