Tirocinio in Olanda Mese #1

Riassunto del primo mese

La mia volontà di tenere una sorta di diario di questa esperienza, che ho iniziato nel post precedente, già sta venendo meno, vorrei che fosse per i troppi impegni, ma sarebbe vero solo in parte.

Sicuramente tra lavoro, ricerca della casa, palestra e yoga, attività socio-ricreative, non ho molto tempo e devo occuparmi anche di altri progetti.
In tutta sincerità però scrivo tutto il giorno e questo paese mi sta insegnando l’importanza di staccare la spina dopo aver finito le mie otto ore, per questo preferisco fare altro.
Con l’arrivo del sole e del caldo, un mezzo miracolo in Olanda, apprezzo ogni minuto che passo all’aria aperta e non chiusa in un ufficio, che sia in uno dei bar di Neude (la piazza principale di Utrecht), al parco, in spiaggia ma soprattutto lungo il canale vicino al Soia (vedi foto di copertina), un vero e proprio punto di ritrovo domenicale che mi ricorda per certi versi uno dei circoli Arci di Roma.

olanda mese 2.1
Lepelenburg Park

Perché scrivo proprio ora?

Ieri però, dopo un faticosissimo allenamento in palestra, durante il quale, dopo praticamente due addominali, eravamo più sudate io e la mia collega di tutti i bodybuilder presenti, sono inspiegabilmente sveglia e attiva. Sarà il rilascio di adrenalina? Le endorfine? Secondo Google “l’attività fisica nelle ore serali interferisce con il ritmo circadiano del cortisolo e delle catecolamnie alterando la qualità del sonno”.
Non ne sono molto sicura quindi se qualche medico, sportivo o allenatore mi può aiutare, è il benvenuto.
Appurato che domani sarò uno zombie, ho deciso quindi riprendere in mano questo progetto per fare un elenco dei fatti salienti di questo primo mese di tirocinio olandese.

Questo è un periodo in cui il calendario di questo paese è pieno di ponti, celebrazioni (traduzioni: giorni in cui non si lavora), per cui mi sembra utile fare un riepilogo di tutto quello che è successo finora e che vorrei raccontare nei prossimi post in un elenco.

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Neude

Avvenimenti principali di maggio

  • 22 aprile: Word Cafè ad Amsterdam: conferenza per sensibilizzare sugli Obiettivi Sostenibili, come speakers quattro persone che hanno deciso di portare un cambiamento nella società (chi importando oggetti realizzati da donne africane, chi raccogliendo i rifiuti per strada)
  • 27 aprile: Festeggiamenti per King’s day, ovvero gita ad Amsterdam con escursione sui canali zattera (spoiler: non è stata una buona idea)
  • 4 e 5 maggio: Giornata in Memoria di tutte le vittime della seconda guerra mondiale e Giornata della Libertà, è ferie ogni 5 anni, il prossimo sarà nel 2020
  • 25 maggio: Giorno dell’Ascensione
olanda
King’s Day 2017 Amsterdam

Altri eventi degni di nota:

  • Global Village organizzato da Aiesec Utrecht in cui ho rappresentato con orgoglio l’Italia
  • la mia iscrizione in palestra (un successone una volt a capito come si apre e richiude l’armadietto)
  • la ricerca di una fantomatica casa (conclusa con successo)
  • il primo bagno della stagione, precisamente a – nome impronunciabile in olandese- Scheveingen Strand presso Den Haag. Ho piacevolmente scoperto che in Olanda c’è il mare, è facilmente raggiungibile ed è stupendo, durante i soli due giorni d’estate che ci sono ogni anno. Ho ancora piccole scottature, nonostante la crema, che me lo ricordano.
  • Company monthly drink: uscita e bevuta pagata dall’azienda
  • Bowling aziendale
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Company monthly drink

Che cosa ho imparato questo mese?

  • se l’ascensore non arriva entro mezzo secondo allora devi fare le scale, anche se ti trovi al quarto piano
  • a biciclettare in giro per l’Olanda
  • per obliterare sul tram bisogna passare la tessera sulle apposite macchinette prima di salire (come per i treni) e non una volta a bordo. Ringrazio per la multa di ben 35 euro
  • se ti sposti in bici i semafori vanno rispettati e ci sono delle regole di viabilità precisa, altrimenti rischi uno scontro con un autobus (parenti che state leggendo: è così per dire)
  • se hai una collega canadese allora verrai a conoscenza di strane usanze, tra cui il famoso anello di ferro che viene consegnato ai laureati in ingegneria, in memoria di un ponte che è crollato, per ricordargli di fare bene il loro lavoro
  • i mobili della cucina sono quelli più difficili e quindi più costosi da smontare. Questo almeno secondo il risultato delle mie ricerche sui traslochi, per il sito di cui mi occupo.
  • allo stesso modo, un container navale può contenere l’arredamento di un monolocale. Sono ancora sconvolta perché mentre cercavo informazioni pensavo “quanto potrà essere grande?”
  • come riconoscere se una bici è rubata o no (quelle comprate regolarmente hanno una specie di luccetto integrato)
  • oramai ho la certezza che il sole tramonta circa un’ora e mezza dopo. Quando ci sono delle belle giornate si pranza e cena fuori nei parchi (gli olandesi autoctoni sono provvisti di mini barbecue da viaggio e fornelletti) e si può rimanere fino alle 10 a chiaccherare
  • ho scoperto durante una di queste chiacchiere, che in Olanda esiste un ufficio dove puoi controllare la qualità della droga prima di assumerla ( questo dalla discussione con un’amica olandese, puramente accademica, sul fatto che siano o meno più pericolose le droge pesanti o quelle leggere)
  • al supermercato devono essere pesati solo gli ortaggi contrassegnati dal simbolico della bilancia
  • per lo stesso principio, non si può pagare in contanti alle casse che in alto hanno un gigantesco cartello con una banconota sbarrata (non ci voleva molto)
  • ho familiarizzato con l’utilizzo del mio conto corrente (in olandese) perché qui pare si compri tutto con la carta
  • la colazione tipica olandese: pane, burro e quelle che noi chiameremmo “codette” di cioccolato
  • nei ristoranti ci spesso ci sono i gatti, questo perché si possono trovare i topolini di campagna. Carini ma pur sempre piccoli roditori.
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La mia bici olandese

Che cosa ancora non ho imparato:

  • dove si compra il pangrattato, quello normale che si trova ovunque in Italia
  • che cosa mettono nell’insalata che non mi piace (credo sia coriandolo)
  • questa lingua incomprensibile, per ora riesco a dire solamente doei (pronuncia dui, arrivederci), ma solamente perché i miei colleghi lo dicono tutti i giorni quando se ne vanno
  • come mai il mio computer è ancora in olandese (nonostante oggi uno dei responsabili informatici mi ha informata che “se ci chiedi di sitemare il laptop, ti risponderemo che non c’è un laptop da sistemare, semmai un pc ”. Credo fosse una battuta)
  • come fanno questi oandesi ad andare in bici in due all’amazzone, io e la mia amica dopo mezzo metro abbiamo desistito
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La mia postazione in ufficio (il primo giorno)

E il lavoro come va?

Dal punto di vista lavorativo invece sto imparando soprattutto a gestire collaborazioni con blog che trattano tematiche affini ai nostri siti web e da questo ho dedotto che, apparentemente, agli italiani non piacciono le mail ma vogliono “parlarne al telefono”. Solo con me però, con la mia collega no.

Nonostante siano giornalisti o blogger, dovrebbero leggere na miniguda su “come scrivere mail di lavoro”. A questo punto mi sorge il sospetto di averne bisogno anche io, visto che non mi capiscono e sto cercando di fare un’autoanalisi di quello che scrivo e come potrei scriverlo meglio.
Secondo una di queste editor ho “preso un fortissimo accento romano”. Personalmente nulla mi renderebbe più felice, infatti al telefono avrei voluto rispondere “davvero? Ma no dai, non mi dica così” ma secondo la mia interlocutrice sarebbe stato meno grave se avessi preso l’epatite.
Questo in breve il riassunto di questo primo mese, cercherò di approfondire meglio le varie tematiche nei prossimi articoli, inclusa la burocrazia necessaria e doti innate che potrebbero essere utili in Olanda.

DOEI!

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Utrecht con il sole

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