Un giorno ad Anversa

Uno dei lati positivi di vivere in Olanda, è sicuramente la sua posizione strategica.
Questo Paese non solo è abbastanza piccolino con collegamenti molto comodi tra le varie città, ma è a due sole ore di Flixbus dal vicino Belgio. Anche Francia e Germania non sono lontanissime.

Anversa o Antwerp

Ieri abbiamo approfittato dei prezzi economici dell’autobus per fare una gita proprio in questa città fiamminga, dove si parla prevalentemente olandese. Siamo anche riusciti ad aggiungerci ad un free walking tour organizzato da Viva’s Tour, gestito molto bene, con grande competenza e passione da parte della guida.

Anversa

Si tratta di una organizzazione no profit che si basa sull’idea del turismo democratico e offre visite guidate gratuite delle principali città belga (Bruxelles, Anversa, Burges e Ghent). Alla fine potrete contribuire con una offerta libera non obbligatoria, ma sono sicura che sarete talmente soddisfatti che vorrete di vostra spontanea volontà lasciare qualche euro (per questo assicuratevi di avere sempre a portata di mano contante).
Dopo aver scoperto questo servizio sono curiosa di sapere se qualcosa di simile è presente anche in altri Paesi.

Digressione gastronomica (first things first)

Anversa è una città molto carina, in un giorno è possibile girarla quasi tutta. Noi siamo arrivati alla mattina verso le 10 e ripartiti alla sera dopocena. Ci siamo anche fermati a mangiare un waffleguaire, enorme e goderci l’aria fresca in una delle piazze. Abbiamo provato ad entrare in uno dei pub tipici, ma era pieno ( consigliata la birra De Koninck, quella artigianale prodotta nella città).
Anche se non è propriamente una specialità belga, ho mangiato uno dei migliori souvlaki (il panino con pita e carne) mai assaggiati finora, giudizio confermato da due mie amiche greche (il ristorante si chiama Apollon).

Anversa

La città

Mi ha colpito molto la sua storia e ricchezza, soprattutto per merito delle spiegazioni di un’amica italiana che vive lì e della nostra guida del walking tour.

Intanto è una delle città più importanti del Belgio e si trova nelle Fiandre,  la parte del paese legata all’Olanda e per questo si parla una variante dell’olandese. Pare che gli abitanti siano molto fieri della loro città e hanno inventato un detto per cui “Anversa è LA città e tutto il resto sono parcheggi”.

L’economia è piuttosto fiorente , soprattutto grazie al commercio dei diamanti. Se ne possedete uno, probabilmente prima o poi è passato da Anversa. I principali gestori di questo business sono gli ebrei, presenti ancora con una comunità abbastanza forte. Potrebbe essere interessante visitare il quartiere ebraico, anche se non l’abbiamo incluso nel nostro giro per mancanza di tempo. Il secondo motivo di ricchezza e di sviluppo della città è l’enorme porto, il secondo in Europa dopo Rotterdam.

porto di anversa

Le leggende di Anversa

  1. La prima riguarda il nome della città, legato all’uccisione del gigante Drun Antigoon che aveva i piedi sulle due sponde opposte del fiume Schelda e chiedeva un pedaggio alle navi tagliando le mani a chi si rifiutasse di pagare. Il soldato romano Barbo riuscì ad ucciderlo grazie all’aiuto delle creature marine e come contrappasso gettò la mano del gigante nel fiume.. Da qui il nome Antwerpen (nederlandese) che significa lanciare la mano.
    Non stupitevi se trovate biscotti e cioccolatini a forma di mano in giro per la città (Antwerpse handjes). La scena è rappresentata anche nella fontana della piazza  di Grote Markt

Anversa

Altre leggende:

Ci sono molte altre storie legate ad Anversa, come:

2. Quella del gigante Lange Wapper che prende in giro gli ubriachi e assume varie forme per rubare il latte. Una sua statua è presente presso il castello di Het Steen. Anversa

3. Sulla facciata dello stesso castello si può ancora intravedere un bassorilievo con un fallo enorme che rappresentava Semini, la dea della fertilità. Con gli anni è distrutto dalle donne della città che volevano rimanere incinte e utilizzavano un pezzo della raffigurazione come ingrediente di una pozione (bevevano quindi un pezzo di roccia). Avvicinatevi per vedere quello che ne rimane, personalmente io da lontano non sono riuscita ad individuarlo.

4. L’ultima curiosità riguarda la statua di Nello e del cane Patrasche, protagonisti della favola Il cane delle Fiandre, scritta da Oiuda (Marie Louise de la Ramée) ad inizio 1900 in cui la cattedrale sembra avere un ruolo chiave. Per sapere quale bisogna leggere il racconto. La storia è molto famosa in Giappone e molti turisti nipponici  che visitavano Anversa chiedevano dove trovare il punto dove si svolge.  Da qui è nato il progetto della statua realizzata da Batist “Tist” Vermeulen, lo scorso dicembre, di fronte alla cattedrale.anversa

5. In questa città è stata utilizzata per la prima volta durante le Olimpiadi la bandiera con i 5 cerchi ed è nata la tradizione di liberare colombe bianche durante la cerimonia.

Itinerario tipo:

Che cosa vedere durante una giornata ad Anversa.

  1. La stazione centrale: una delle più belle al mondo con una cupola di vetro realizzata da Louis de la Censerie e la volta in ferro di Clement Van Bogaert. Vicino è presente il quartiere cinese con la caratteristica porta d’entrata e quello ebraico.
  2. La piazza Grote Markt con la fontana di Brabo, le case delle corporazioni con i relativi simboli in oro sul tetto e il Municipio con le 87 bandiere dei paesi che hanno un consolato nella città. Noi ci siamo anche trovati nel bel mezzo di un matrimonio gay celebrato presso l’edificio del comune.
  3. L’ antico mercato delle carni (ed ex quartiere a luci rosse): riconoscibile perché gli edifici sono bianchi e rossi per imitare il colore della carne.
  4. Il quartiere ebraico
  5. La cattedrale di Nostra Signora (possiede una delle più alte torri d’Europa, anche se il progetto era molto ambizioso e ne prevedeva ben due)
  6. Il castello di Het Steen
  7. La casa di Rubens: il pittore non nacque qui ma visse ad Anversa per molti anni (non vi aspettate di trovare i dipinti più famosi, che si trovano invece al Prado)
  8. Il tunnel di sant’Anna
  9. Meir e Leystrasse per lo shopping
  10. Il panorama della città dall’edificio del MAS (Museum ann de Stroom) da cui è possibile vedere il porto antico e tutto il fiume Schelda. La terrazza è aperta fino a tarda sera ed è gratuita (anche in questo caso per la troppa stanchezza non siamo andati, ma è molto consigliata)
  11. Groenplaats: la Piazza Verde (luogo di ritrovo di giovani artisti) con il Boerrentoern, sede della Kredietabanck ma uno dei principali grattaceli di Anversa
  12. La passeggiata lungo il fiume

La guida ci ha parlato anche di una galleria d’arte che utilizza come simbolo la pantera (Galerie De Zwarte Panter) e presenta una banana all’ingresso, che sarebbe una specie di “stella michelin” per l’arte moderna.  Dopo qualche ricerca ho trovato questa spiegazione, secondo cui l’artista Thomas Baumgärtel è conosciuto per i suoi graffiti che raffigurano una banana, che certificano i punti delle città in cui la libertà di espressione e di creatività, l’essenza dell’arte per lui, hanno un ruolo centrale. Finora questo riconoscimento è stato attribuito a 4.000 posti tra cui il Tate Modern a Londra, il Centre Pompidour a Parigi, il Guggenheim di New York  e il Pushkin Museum in Moscow a partire dalla sua città natale, Cologna, nel 1986. Ad Anversa altre tre gallerie hanno ricevuto questo “certificato”: la Zeno X Gallery, Gallery Sofie Van De Velde e la Gallery Schoots + Van Duse. Probabimente c’è anche un collegamento con la banana dipinta da Andy Warhol per uno degli album dei Velvet Underground & Nico con molte canzoni su droga e alcool. Nell’edizione originale il frutto poteva anche essere sbucciato.

Anversa

Un ultimo consiglio, non vi fermate durante il tour o passerete la mezzora successiva a rincorrere il gruppo utilizzando le posizioni che i vostri amici vi inviano su whatsapp.

Evitate i ristoranti italiani, se non volete mangiare il famosissimo “carpaccio” (tipico italiano) o la pizza ananas e pollo. Questo soprattutto se siete in compagnia di ragazze olandesi che, di fronte ai tuoi tentativi di spiegare che cosa non vada nel menù rispondono “ma scusa la pizza con l’ananas no ma quella fritta sì?”.

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