Bansky ad Amsterdam

La mia opinione sulla mostra di Bansky ad Amsterdam e altri avvenimenti olandesi.

Dopo mesi in Olanda, finalmente inizio a sentirmi leggermente più a casa.
Lo scorso weekend ne ho approfittato per andare a vedere la mostra Bansky e Dalì al Moco ad Amsterdam.

Bansky Moco
Moco Museum di Amsterdam

Quando riuscirò a visitare Anne Frank Hause?

In realtà dovevamo anche visitare la casa di Anne Frank (il suo diario è stato il mio libro preferito per molto tempo), ma non ce la siamo sentite di affrontare la coda chilometrica.
Mi hanno spiegato che è molto richiesta ed è consigliabile prenotare, ma lo devi fare con mesi di anticipo. C’è, però, anche l’opzione “poracci”: un pochino prima delle 3.30 ci si mette in coda e si spera di entrare.

Sinceramente io non vedo l’ora, anche se ho letto che molti rimangono delusi perché non c’è molto, ci sono solamente delle stanze vuote. L’idea di poter vedere dal vivo il famoso “passaggio segreto”, di cui ho letto e riletto alla tenera età di 10 anni, mi emoziona molto. Prima o poi ci riuscirò.

La mostra di Bansky

Detto questo, avevo voglia di vedere questa mostra da quando era a Roma (non ho capito se si tratta delle stesse opere oppure no), però devo dire che l’ho trovata un pochino scarna. Nel senso che per 12 euro di biglietto, mi aspettavo qualcosa di più. C’è da dire però che era una combinazione di Bansky e Dalì e che il palazzo, Villa Alsberg, da solo merita la visita.

Bansky al Moco
Moco Museum di Amsterdam

Sono comunque più di 50 opere originali e sul sito hanno scritto che “per la prima volta c’è una esposizione delle sue opere in un museo”.
Forse non sanno che fino a settembre scorso era a Palazzo Cipolla a Roma? Forse la “novità” è data dal fatto che in questo caso ci sono anche le opere prelevate proprio dai muri?
Forse perché nel caso dell’esposizione capitolina nessuna delle opere è stata fornita dall’artista stesso, contrario a questo tipo di iniziative, tanto da dissociarsi? Non saprei.

In effetti al Moco è possibile trovare i suoi lavori indoor, alcuni prestati dai collezionisti ma soprattutto un paio di opere salvate da pezzi di edifici che stavano per essere demoliti.

Chi è Basnky?

Sono andata direi sulla fiducia, stanca di vedere su tutti i profili Facebook dei miei amici romani foto con queste opere. Della serie “mo ce vado pure io, tic”.
Sul treno mi sono informata velocemente e si tratta di uno dei più importanti esponenti della cosiddetta street art.

Si è schierato contro la filosofia che vede l’arte accessibile solamente a pochi privilegiati. Per questo è famoso per essersi spesso introdotto nei musei, appendendo indisturbato i suoi quadri, al Moma di New York o al British Museum, con un adesivo, vicino a quelli originali.

Sul suo impegno politico mi ha colpito soprattutto la reazione che ho letto di un signore palestinese alla sua opera sul muro o “chiusura di sicurezza” eretto dopo il 2002 dagli israeliani in Cisgiordania. Questa divisione è considerata dai palestinesi il “muro della vergogna” o “dell’Apartheid”. Per la precisione è chiamato in arabo “jidār al-faṣl al-ʿunṣūrī,  ovvero, secondo wikipedia muro di separazione razziale.
Il signore ha fermato l’artista proprio per rimproverargli di aver reso bello il Muro, nello specifico con questa frase : «Noi non vogliamo che sia bello, noi odiamo questo Muro. Tornatevene a casa».

L’identità di Bansky

Bansky in realtà è uno pseudonimo, l’identità ancora è segreta. Inizialmente si è ipotizzato fosse uno studente della Bristol Cathedral Choir School, secondo uno studio basato sul profilo geografico criminale condotto da una università di Londra.

Bansky Moco
Bansky al Moco

Le ultime ipotesi

Durante un’intervista radiofonica, però, il produttore Goldie si è fatto sfuggire, facendo una mezza gaffe, parlando delle opere di Bansky la frase: “Non per mancare di rispetto a Robert, che è un grande artista”.
Per questo si pensa che sia Del Naja, noto anche con lo pseudonimo di 3D, fondatore del collettivo musicale Massive Attack.
Anche perché le sue opere sono apparse nelle varie città, subito dopo le tappe del tour del gruppo musicale.

 

Un’altra possibilità è che Bansky sia in realtà un collettivo guidato da Del Naja, che però ha sempre negato, spiegando che l’artista sarebbe un amico presente ad alcune serate.
Le canzoni della band che ho sentito su Spotify comunque non sono niente male.

La mostra sarà aperta fino al 31 ottobre, al modico prezzo di 12.50 euro.

Sentirsi a casa?

Amsterdam limo
La sobrietà ad Amsterdam

Perché però mi sento finalmente “più me stessa”, dopo aver passato i giorni scorsi a sognare di svegliarmi e ritrovarmi magicamente a Roma, soprattutto a causa del tempo praticamente da pieno inverno? Non lo so bene, forse perché sono riuscita finalmente a trovare un caffè molto molto carino dove scrivere, perché sto scrivendo con il mio MAC e non con la tastiera olandese, perché ieri e oggi c’è stato il sole o perché mi hanno regalato un sugo Barilla tonno e pomodoro, direttamente dall’Italia? Non saprei.

koffiesalon Amsterdam
De Koffiesalon, Amsterdam

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