Fausto e Iaio: che idea morire di marzo

Il 18 marzo 1978 a Milano, 40 anni fa esatti domenica scorsa, in via Mancinelli sono stati uccisi Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci. Ai funerali c’erano più di 100 mila persone ed è stato un lutto collettivo per la città.

Conosco questa storia perché me l’ha raccontata il mio papà per la prima volta qualche giorno fa. Anche lui all’epoca aveva 18 anni e Fausto e Iaio erano suoi coetanei.
Non esistevano facebook, Twitter o Whatsapp. In realtà non c’erano neanche i cellulari e ci si trovava in piazza, senza bisogno di mettersi d’accordo.
La notizia, infatti, all’epoca è stata diffusa e anche mio padre l’ha saputa da Radio Popolare alle 21.17. Poche ore dopo ha partecipato con i suoi amici al corteo pacificifico a via Mancinelli.

fausto e iaio foto

 

 

A Milano un lutto collettivo

Lui mi ha raccontato che i funerali sono stati impressionanti. Si parla, infatti, di 100 mila persone riunite: “operai, studenti, donne, giovani, anziani e casalinghe” (secondo Radio Popolare) con centinaia di bandiere rosse. “Una cosa incredibile la gente che c’è, Piazza Durante piena. Una quantità di gente incredibile… Una solidarietà che va al di là degli strisiconi” (sempre secondo la radiocronaca ). Sul sito di Radio Popolare è possibile ascoltare il primo giornale radio co la notizia, la cronaca del corteo notturno e la diretta radiofonica dei funerali.
Per la città di Milano la loro morte fu un trauma. Erano ragazzi normali che un sabato sera stavano andando ad un concerto, per niente duri, picchiatori o violenti. Facile quindi pensare “avrei potuto essere io” o “avrebbe potuto essere mio figlio/fratello/sorella”.
Si erano appena reincontrati per andare a cenare a casa Tinelli, come ogni sabato sera e ritornare poi vicino al Leoncavallo, per assistere ad un concerto blues. In via Mancinelli 8, però, li aspettano tre persone che aprono il fuoco.

Ancora nessun colpevole

Non sono stati i primi ragazzi uccisi, da entrambe le parti. Qualche anno prima Sergio Ramelli, attivista del Fronte di Gioventù, venne aggredito da studenti di medicina di sinistra. Nel 1975 Alberto Brasili sarà ucciso dai fascisti. La morte di Fausto e Iaio, perà è una delle poche che rimane senza spiegazione e senza un colpevole.
La rivendicazione considerata più credibili dagli inquirenti all’epoca è stata quella dei Nuclei Armati Rivoluzionari. I principali indagati sono stati a lungo Massimo Carminati, insieme ai neofascisti Cladio Bracci e Mario Corsi.

Archiviazione 

Il decreto del 6 dicembre del 2000, però, porrà fine a questa vicenda con le parole del Giudice Cleimentina Forleo: ” Pur in presenza dei significativi elementi indiziari a carico della destra eversiva ed in particolari degli attuali indagati, appare evidente allo stato la non superabilità in giudizio del limite appunto indiziario di questi elementi, e ciò soprattutto per la natura de relato delle pur rilevanti dichiarazioni.” Archiviazione del caso senza una conclusione.
la madre di Fausto invece incolpa in un’intervista a Radio 24 i servizi segreti italiani:  “Nessuno mi ha mai interrogata.Fausto e Iaio sono come un segreto di Stato… un depistaggio. Hanno scelto mio figlio perché abitava in via Monte Nevoso dove era in corso un’operazione coperta dei servizi, qualcosa che non doveva emergere.”

murales fausto e iaio

La loro indagine sulla diffusione dell’eroina

Il contesto in cui avviene questo è molto teso, si parla degli “anni di piombo”,  degli scontri tra destra e sinistra. Due giorni prima era stato rapito Moro a Roma.
In quegli anni è avvenuta quella che poi è stata chiamata”operazione blue moon” (il nome deriva da una pasticca blu a forma di luna, un allucinogino molto in voga all’epoca). Nel periodo più duro dello scontro di classe degli anni 70, nelle piazze italiane compare l’eroina e spariscono nanfetamine, morfina e marijuana. Alcuni giornalisti hanno parlato di “Eroina di Stato”, ovvero la diffusione di droghe nei settori giovanili della contestazione italiana per deopotenizare l’impegno politico. In Italia, infatti, nel 1974-75 i tossicodipendenti passano da 0 a 300.000.
Che cosa c’entra questo con Fausto e Iaio? Secondo Umberto Gay, giornalista di Radio Popolare, Fausto stava lavorando ad un dossier sullo spaccio dell’eroina nella zona.

Anche il mio papà mi ha sempre raccontato di questa diffusione dell’eroina e di come abbia ucciso alcuni suoi amici, senza entrare troppo nei particolari. (Cosa che tra l’altro dal punto di vista educativo vi assicuro che funziona, perché tutt’ora io ho il terrore di qualsiasi tipo di droga).

Che idea morire di marzo

“Che idea morire di marzo” è l’inzio di una delle poesie lasciate insieme ai bigliettini in via Mancinelli o al Centro Sociale Leoncavallo oppure a Radio Popolare. Sono sate scritte principalmente da ragazzi della stessa età di Fausto e Iaio, dietro volantini, pagine strappate da quaderni o agende, sui bordi delle pagine dei giornali.

faustoeiaio sito 2

Il ricordo a 40anni dalla morte

Qualche giorno fa la targa che li ricorda ” Ai compagni Iaio Jannucci, Fausto Tinelli qui assassinati dai fascisti”, con una svastica, una croce celtica e un insulto “merde”, con la firma “Militia”. Un gesto che dimostra soprattutto poco rispetto. Le scritte sono state cancellate e il sindaco Beppe Sala li ha ricordati nei giorni scorsi proprio davanti alla targa.

Queste le sue parole su facebook

“Era il 18 Marzo 1978, 40 anni fa, quando al Casoretto otto colpi di pistola esplosi nel buio, da killer rimasti impuniti, spezzarono le giovani vite di Fausto Tinelli e Lorenzo “Iaio” Iannucci. Io avevo vent’anni, più o meno la loro età, e ricordo bene quella giornata. La loro passione politica e l’impegno per una società più giusta ed equa rimangono parte integrante dei valori, della storia e del presente di Milano. La città non vi dimentica.”

Fausto e Iaio: 40 anni antifascisti

A Milano è stato organizzato l’evento “1978-2018. Fausto e Jaio 40 anni Antifascisti” per ricordarli. Questo è poi il motivo per cui mio padre mi ha raccontato questa storia e ci siamo andati insieme domenica scorsa.

“Vorrei cercare di stare bene io e di far star bene la gente che mi circonda”.
Così rispondeva Jaio, durante la sua ultima estate, a uno di noi, riguardo la sua volontà di far politica dopo le vacanze. Nonostante si fosse in pieno ’77, all’apice del movimento, già circolavano dubbi e voci di riflusso e quella risposta poteva sembrar esprimere un desiderio di “pre-pensionamento” dalla politica. Jaio, con Fausto e migliaia di altre persone, in realtà continuò anche dopo le vacanze a far politica fino a quel maledetto 18 marzo 1978. La risposta di Jaio riletta oggi ci sembra proprio una dichiarazione di volontà politica, forse quello che dovrebbe essere il seme della politica stessa.”

fausto e iaio 3

“Essere antifascisti oggi significa, oltre che ricordare Fausto e Jaio, lottare contro le discriminazioni razziali, il machismo contro le donne e la prepotenza verso i diversi; significa combattere il populismo dilagante che porta a un inutile contrasto tra le parti più deboli della nostra società. I fascisti fiancheggiatori e fiancheggiati dalle nuove destre sono così viscidi e opportunisti da cercare da anni un’operazione di revisionismo storico. Noi abbiamo la memoria e la consapevolezza che il fascismo non è un’opinione ma un crimine. Sono quarant’anni che ci sono stati strappati Fausto e Jaio, per quarant’anni siamo stati antifascisti. Continueremo a esserlo.VOGLIAMO STARE BENE E FAR STARE BENE QUELLI CHE CI CIRCONDANO.” (Associazione Familiari e Amici di Fausto e Jaio).

Foto credits: Sito ufficiale faustoeiaio.info & Facebook ” 1978-2018 Fausto e Jaio 40 anni Antifascisti”.

 

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