Troverai la tua strada se prima avrai avuto il coraggio di perderti (Detto Urdu)

Tiziano Terzani non solamente un grande giornalista italiano, ma soprattutto un grande viaggiatore.

Dai suoi libri viene fuori il ritratto di una persona felice, umile e che infonde serenità (questo si vede anche dai diversi video e dalle interviste che si possono trovare con facilità online). Un uomo come se ne trovano oramai pochi.

Qualche notizia sulla sua vita

Nasce in una famiglia umile, che però gli permette di studiare e laurearsi alla scuola Normale di Pisa. Diventa quindi un manager all’Olivetti, come dice lui “per fame”: Questo lavoro, probabilmente non nelle sue corde, ma gli permette di viaggiare in Europa e poi in Giappone e Cina.
Una borsa di studio lo porta America, dove inizia a fare il giornalista. Racconta della protesta contro la guerra in Vietnam e ha la possibilità di fare uno stage al New York Times.
Si trasferisce poi in Cina, racconta la guerra Cambogia, ha vissuto a Bangkok, nella sua “Turtle house”, ha la possibiltà di intervistare il Dalai Lama, come lui stesso racconta nei suoi libri, e molto altro. Diventa vegetariano vivendo in India, correva tutti i giorni e meditava. Sceglie di vestirsi sempre di bianco, di tenere la barba e i baffi lunghi.

Con Emergency per la pace

Nel 2001 conosce Gino Strada nell’Ospedale di Emergency a Kabul e si spende per la campagna “Fuori l’Italia dalla Guerra”. Si è impegna in prima persona, nonostante non stesse già molto bene “per promuovere la pace” con diversi incontri pubblici anche nelle scuole”. Lo spiega bene Gino Strada ricordandolo per Feltrinelli.
Questo è solo un piccolo assaggio della sua incredibile vita, sempre impegnata in qualche viaggio, fisico o interiore.

tiziano terzani

Un indovino mi disse

Quello che mi ha affascinata più di tutto è la sua personalità. L’ho conosciuto grazie ai sui libri: “Un indovino mi disse” e “Ultimo giro di giostra”. Da questi si percepisce che la persona che scrive è prima di tutto felice, consapevole di aver avuto, come dice lui stesso, la fortuna di vivere la vita che desiderava. Questo anche grazie alle scelte che ha fatto, anticonvenzionali o comunque sicuramente coraggiose.
Nello specifico, in questo libro racconta di come abbia deciso di non prendere l’aereo per un anno, senza rinuciare a viaggiare utilizzando treno e nave, perché un indovino gli aveva predetto che altrimenti sarebbe morto. A questo punto decide anche di incontrare qualsiasi mago, stregone o persona che sappia, veramente o per finta, predirre il futuro, sempre mantenendo un atteggiamento scettico e razionale nei loro confronti. Come direbbe lui con uno sguardo “da occidentale”.

tiziano terzani

Uln altro giro di giostra

Quest’altra sua opera (non so perché l’ho memorizzata come “ultimo giro di giostra”), invece è leggermente diverso. Parte dalla scoperta di avere un cancro e della sua decisione di curarsi in America. Spiega anche il suo punto di vista, critico nei confronti della medicina allopatica, o tradizionale, che secondo lui perde di vista l’individuo nella sua totalità.
Anche per questo decide di rivolgersi anche ai rimedi alternativi e racconta nel libro questo ricerca, che diventa più interiore. Il suo viaggio lo porta a studiare i veda India sempre mantenendo un atteggiamento “occidentale”. Ad un certo punto, in un ospedale  ayurvedico prescrivono una specie di gelatina fatta con la pipì di mucca e lui giustamente dice, anche no grazie.

Da Tiziano ad Anam, il senza nome

Viene portato alla luce un lato diverso della sua personalità. Come spiega lui stesso, oramai si è stancato di fare il giornalista, soprattutto di dover andare a cene con persone importanti e “intrattenerle” con gli aneddoti dei suoi viaggi o dover aspettare di essere ricevuto dai vari diplomatici, ambasciatori. Esprime anche l’insofferenza nei confronti delle scadenze per gli articoli e la routine da giornalista.
Da questo si capisce come lui sia rimasto sempre con i piedi per terra, semplice e fedele a sé stesso. Persone sempre più rare in questo mondo di “top manager” e fenomeni, dove si giudica sempre di più in base al titolo e a quello che si ha invece di guardare a quello che si è.
Mi ricorda un pochino il mio nonno, che ha una storia totalmente diversa, ma è sempre stato per me un esempio in questo senso. Come ho detto, persone con i piedi per terra, forse un’altra generazione.
Affronta la malattia in modo molto particolare, da solo, affittando un appartamento a Manhattan e decide di tagliarsi la lunga barba e i baffi bianchi, che lo indentificano negli ultimi anni e abbandonare i vestiti bianchi. Ho cercato qualche foto online, ma non ne ho trovata nessuna, di questo nuovo Tiziano. Oltre a questo decide di ritirarsi in un ashram in Tamil Nadu, nell’India del Sud e poi sull’Himalaya. Tutto il percorso, con molta serenità e pace.

Qualche spunto di riflessione

Una domanda che mi sorge spontanea è, nelle facoltà di comunicazione e di giornalismo si leggono e studiano gli articoli di Terzani, Fallaci, di Montanelli (tanto per citare qualche nome)? Scrivere come lui è sicuramente un dono, ma non ci farebbe male ripassare due caratteristiche fondamentali, come la semplicità e la chiarezza.

Il ricordo della moglie, Angela Saude

tiziano terzani

Questo è il ricordo della moglie, Angela, ad un evento e anche un messaggio di speranza ai futuri giornalisti.

“Eravamo poveri, non avevamo i soldi per mantenerci: erano gli anni Sessanta e lui cominciò a lavorare all’Olivetti, una fabbrica che ancora oggi è famosa nel mondo, ma era frustato:voleva dare qualcosa al mondo – continua la moglie di Terzani – voleva fare qualcosa di importante. Un giorno mi disse ‘io con le macchine ci voglio scrivere, non le voglio vendere’. E allora gli dissi ‘fai il giornalista, no?’. Lui mi prese per pazza. Poi finalmente ottenne una borsa di studio e ci trasferimmo in America dove cominciò a studiare cinese, la sua grande passione. Cominciò anche a scrivere per un giornale, più di cento articoli mai pagati, ma divenne giornalista. In quegli anni ci siamo molto legati, eravamo pieni di sogni, di grandi ambizioni. Per campare abbiamo fatto tanti lavori, io ho passato due anni a correggere bozze di libri noiosissimi. Abbiamo strinto i denti, sempre insieme, un serbatoio di amore pieno di speranze e sacrifici.”

Il suo cammino per la pace

Molto attuale, soprattutto in questi giorni anche la risposta di Tiziano Terzani ad Oriana Fallaci, all’indomani dell’11 settembre.

tiziano terzani

Infine, dal discorso al matrimonio della figlia Saskia, un messaggio di pace, molto attuale in questi giorni.

Ma vi prego, vi prego, riflettete su tutto ciò e rendetevi conto che non c’è futuro nella violenza. Vi esorto a educare i vostri figli alla non-violenza, a educarli al rispetto della vita, di tutta la vita, a rispettare i comandamenti della religione nella quale vi siete sposati e che dice «non uccidere», senza fare eccezioni. Forse intendeva dire addirittura: non uccidere nessun altro essere vivente.
L’ingordigia e la violenza dominano sempre di più le nostre vite, siatene coscienti. Le comodità sono diventate il solo valore sul quale ci orientiamo e l’educazione moderna mette in risalto i valori della violenza e dell’attaccamento alle cose più inutili.
Competere vuol dire che chi vuole essere il primo della classe deve desiderare la sconfitta degli altri. Questo non è sano.
Ai vostri figli insegnate altri valori. Avete scelto una religione. Bene, approfonditela e insegnatene il valore vero. Insegnategli a rispettare gli animali, insegnate a essere parte della natura anziché a vedere la natura come qualcosa che l’uomo domina.
Insegnategli a essere se stessi… Insegnategli a condividere.

Grazie Tiziano, ti chiamo così, sicura che non ti saresti offeso.

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