Funny facts: com’è davvero vivere in Olanda

Che cosa mi ha colpito in positivo o in negativo dello stile di vita olandese? O meglio com’è davvero vivere e lavorare in Olanda: una riflessione semiseria sui cosiddetti “cultural shock”.

Nel (lontano) 2017, mi sono trasferita in Olanda, a Utrecht, per fare un’esperienza di stage in un’azienda. Mi sono occupata della parte SEO e del blog per vari portali specifici su pannelli solari, traslochi e giardinaggio. Più precisamente per primi sei mesi (forse di più) ho abitato a Zeist, in una gigantesca residenza universitaria immersa nel bosco. Davvero, era quasi un quartiere diviso in vari “blocchi” o “palazzine”.

Sono arrivata ad aprile, quindi prima che me ne rendessi conto è arrivata l’estate che permette davvero di apprezzare la bellezza della natura e dei canali olandesi. In particolare quando inizia a fare più caldo, sono molto diffusi i pia-nic nei parchi. La domenica spesso gli olandesi si rilassano a bordo dei canali, dove ci sono quasi delle piccole spiagge. C’è una bella temperatura, molto verde ed è tutto molto suggestivo.

Utrecht d'estate
Utrecht d’estate

Che cosa mi ha colpito di più appena arrivata?

  • Le distanze si accorciano

È difficile da spiegare, però, per me è stata una sorpresa constatare che effettivamente l’Olanda è piccola e tutte le città sono molto ben collegate tra loro. Questo permette in mezz’ora – un’ora di arrivare praticamente ovunque (a parte il nord del paese) e di raggiungere facilmente anche il Belgio e la Germania.

Mi ricordo che quando dovevo partire una delle mie paure era, dato che sarei atterrata ad Amsterdam la sera, non trovare il treno per Utrecht perché mi immaginavo un po’ come se dovessi fare Milano – Torino, poi mi sono resa conto che non è per niente così, anzi si può agilmente andare anche all’aeroporto di Eindhoven.

Piccolo disclaimer: I treni però sono forse più cari rispetto all’Italia (ma più efficienti).

  • La quantità di bici che girano per la città

È assolutamente vero lo stereotipo per cui il mezzo di trasporto principale è la bici, se ne vedono tantissime ovunque. Volendo si possono comprare anche dai cosiddetti “fietsendiefstal“, o “ladri di biciclette” che poi le rivendo. Non si direbbe, perché nel nostro immaginario l’Olanda è un paese molto civile, ma è un problema particolarmente sentito (come dimostra la catena della foto qui sotto). Si dice che la prima bici si compra “regolarmente”, l’altra tra quelle rubate.

La mia bici olandese (comprata usata) – se notate il lucchetto capirete molte cose – Credits @ritornieadate

È talmente radicato nella loro cultura vedere la bici come un sia un mezzo di trasporto che una sera una ragazza olandese mi ha chiesto stupita: “Ma non ho mai capito, se non usate la bici abitualmente per spostarvi, come mai ci sapete andare comunque?” (Le domande strane sulle altre culture non le faccio solo io a quanto pare).

Tutti i turisti dicono che gli olandesi “vanno velocissimo” in bici, ma secondo me non è per niente così, anzi si sopravvive benissimo.

Se fate un viaggio in Olanda e volete davvero immergervi nella loro cultura, vi consiglio, sì anche se è inverno, di farvi forza e noleggiare una bici. L’ho consigliato a varie mie amiche che si sono rifiutate.

  • Gli autisti sorridenti

In Olanda, ci si muove agevolmente anche con i mezzi pubblici , che indicano su uno schermo dove si è e quali sono le fermate successive.

Consiglio: ricordarsi sempre di l’abbonamento sia quando si sale sia quando si scende perché le tariffe sono diverse a seconda della distanza percorsa.

Ancora mi stupisce come gli autisti salutano sempre tutti, in maniera gentile e cordiale (un cultural choc dopo Roma).

ATTENZIONE: Sarebbe vietato parlare (ad alta voce e soprattutto al telefono) anche sull’autobus. Se vi accorgete che vi guardano malissimo, probabilmente è per quello.

Ultima nota: Capita di rado uno sciopero, ma quando succede non ci sono praticamente autobus disponibili.

  • La pianificazione e l’agenda degli appuntamenti

Un’altra curiosità che ho notato del modo di vivere olandese è l’ossessione per la pianificazione, anche tra amici. Non si usa dire “ci vediamo in settimana?” ma “per te andrebbe bene mercoledì alle 18 in quel posto” (si cena anche prima, intorno a quell’ora).

Il problema qual è? Capita che vi mettiate d’accordo per vedervi con un amico da qui a due settimane, poi non parlate più di questo appuntamento. Per il mio modo di pensare questo significa che l’impegno è annullato o in forse (o nel frattempo ho altre cose e non ho più voglia). Per loro no.

Ah è molto probabile che vi invitino per una cena e vi lascino la possibilità di portare quello che (voi e solo voi) volete mangiare “perché così è più pratico, veloce e ognuno mangia quello che vuole“. Per noi italiani è quasi offensivo presentarsi a casa di altri con la propria “sciscetta” ma paese che vai, usanza che trovi.

  • No cash

Si usa moltissimo la carta di credito, anche per spese minime. Potrebbero arrivarvi richieste di trasferire soldi da un conto all’altro, del tipo “Mi puoi trasferire sul conto i 2.50 del friettlfafel (una grande quantità di patatine fritte più altri snack sempre fritti sparsi tavolo, sopra una stagnola, da cui tutti possono servirsi – tipico olandese). Per questo molti olandesi spesso non hanno contanti e non si usa chiedere lo scontrino.

Le friettlfafel olandesi
Le friettlfafel olandesi – credits @ritornieandate

Disclaimer sul cibo

Per ora ho mangiato soprattutto le “insalatone” del supermercato, che sono molto ricche e bagel, che personalmente adoro. Special mention per le zuppe e i cibi precotti, presenti in grandi quantità.

Ho notato che gli olandesi in generale, patatine fritte a parte, sono più attenti a mangiare in maniera salutare, frutta, verdura e mi capita spesso di vedere l’humus. Se vi piace il genere, consigliato Bagels&Beans.

  • Diversi modi di tagliare il formaggio

Grazie ai piatti preparati e offerti dall’azienda, ho imparato che gli olandesi hanno un modo tutto loro di tagliare il formaggio, con una sorta di paletta che permette sostanzialmente di fare le fette o “slices” da me soprannominato l’attrezzo del demonio per due motivi: ci ho messo parecchio per capire come si utilizzasse, ma soprattutto che cosa me ne faccio di una fettina sottilissima di formaggio? Sì lo so, è prefetto per le fette di pane che mangiano a pranzo (chiamarli panini mi sembra eccessivo). Esiste anche in Italia? Onestamente io non l’avevo mai visto.

Allego testimonianza fotografica

Il famigerato “affetta formaggio” e il suo utilizzo – fonte Wikipedia

Sul caffè, stenderei un velo pietoso, anche se il cappuccino e il caffè macchiato ha una schiuma fatta generalmente molto bene (costano in media 4 euro ma questo è un altro discorso)

Se siete in Olanda consiglio le bitterballe, sostanzialmente delle polpettine fritte di carne con una consistenza interna simile al purè, imperdibili anche gli stick di formaggio e i coni di patatine fritte con salse varie. Per il salato gli stroopwafel, due cialde unite da uno sciroppo dolce impossibile da descrivere. Li trovate al supermercato o freschi nei chioschetti ma hanno due sapori molto diversi.

Bagels & Beans - bagel hummus e pomodori secchi
Bagels & Beans – bagel hummus e pomodori secchi – Credits @ritornieandate
  • La spesa al supermercato: pangrattato cercasi

Chi mi conosce sa anche dei miei numerosi tentativi prima di trovare il pangrattato al supermercato. Dato che è tutto scritto in olandese, comprenderete la mia difficoltà.

Una delle prime settimane ho anche comprato, per sbaglio, una di quelle farine proteiche, pensando fosse pangrattato. Credo che non saprò mai con esattezza che cosa ho acquistato.

Queste sono le mie constatazioni iniziali su come si vive davvero in Olanda, spero possano essere utili a qualcuno. Fatemi sapere se avete notato le stesse cose o altre che a me sono sfuggite.

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