Come è stato questo periodo di lockdown?

Un personale bilancio post lockdown: in che cosa sono migliorata, peggiorata, che cosa voglio continuare, riprendere o smettere (sperando che si torni presto alla normalità).

Questa è una settimana particolare: la prima della graduale ripresa dopo i due mesi (circa) di lockdown. Anche il kebabbaro di fronte a casa mia, aperto praticamente sempre, si prepara a riprendere le consegne, per ora solo d’asporto. Si può davvero dire che stamm turnann (citazione).

Non vorrei sembrare troppo malinconica, anzi, questo periodo non mi mancherà per niente. Dopo il senso di spaesamento di questi primi giorni, non vedo l’ora di riprendere la mia vita più o meno normale.

Com’è stato questo lockdown per me?

Direi abbastanza bene, in particolare nelle prime settimane, quando per intenderci cantavamo tutti dai balconi, poi ho iniziato ad accusare lentamente. Sono una di quelle persone che è stata colpita a livello economico e ho parlato con molti altri che ne hanno risentito. Questo è il principale motivo della mia preoccupazione.

Mi rendo conto che ci sono persone che in questo periodo hanno perso molto di più e a loro va davvero un abbraccio grande (chi mi conosce sa che non sono una avvezza alle manifestazioni di affetto, ma farò un’eccezione).

Per il resto, in questi due mesi sono stata a casa mia, da sola. Da un lato ho potuto godere di una maggiore tranquillità rispetto a tanti altri, dall’altro non ho avuto praticamente solo interazioni telefoniche o video con il resto del genere umano.

Non credo dimenticheremo presto quella sensazione di ansia e di incertezza anche solo nel fare la spesa. Ma tu l’hai disinfettata? Ma tu la fai online? E le mascherine? A questo proposito, non credo di aver mai bloccato o defollowato così tante persone come in quarantena.

Delle volte non riesco a crederci che sia capitata una cosa così terribile come una pandemia mondiale, mi sembra davvero un film assurdo.

Che abitudini ho preso?

Mi sembrano quei discorsi che si fanno quando si torna a casa da un periodo fuori, perché a me sembra di riaffacciarmi al mondo lentamente. Che cosa ho iniziato, smesso o interrotto?

Le lezioni di yoga e pilates su zoom

Una delle novità per quanto mi riguarda sono state le lezioni di yoga e pilates su Zoom. Ho iniziato perché erano gratuite e ho anche coinvolto qualche mia amica e ora continuo.

Ho notato che molto spesso (per non dire sempre) sono svogliata, dato che sono pigra di natura, ma dopo mi sento meglio. Mi piace soprattutto perché mi permette di mettermi alla prova con posizioni sempre più complesse e vedo un progressivo miglioramento.

Credo di aver iniziato a inizio marzo e di aver saltato forse solo una o due lezioni.

Apprezzare di più il balconcino

Complice anche il bel tempo ho iniziato a leggere o anche solo bere un caffè sul mio balconcino, in particolare al pomeriggio, quando è riscaldato dal sole. In una delle prime case in cui ho vissuto a Roma avevamo una terrazza enorme, che secondo me non ho sfruttato abbastanza. Questa cosa di apprezzare il sole e i momenti all’aria aperta, l’ho imparata in Olanda. Ricordo molte pause pranzo al sole (sì, ogni tanto c’è anche lì).

Balconcino con tricolore
Balconcino con vista sul tricolore – credits @ritornieandate

Ho anche scoperto che, se voglio, sono crudele abbastanza da sconfiggere una delle mie più grandi paure. Ho dovuto, infatti, sfrattare da sola i famigerati piccioni che avevano fatto un nido proprio sopra il tendone (maledetti).

Cucina casalinga e ingredienti freschi

Come penso tutto il mondo, mi sono prodotta in piatti, anche se semplici, fatti in casa. Ho iniziato a fare le vellutate, invece di comprarle, l’hummus e ovviamente la pizza (a me piace quella napoletana). Prometto che proverò a farla prima cuocere su una padella per pochi minuti, per produrre lo shock termico e migliorerò la stesura su teglia.

Pizza fatta in casa
Primo tentativo di pizza integrale fatta in casa Credits @ritornieandate

Se qualcuno ha un metodo magico per frullare i ceci in modo da non surriscaldare il mixer e ottenere un composto abbastanza cremoso, sarebbe gradito.

Il prossimo step sarà fare la focaccia. Anche in questo caso ho una preferenza netta: a me piace quella ligure bassa e unta (più è unta meglio è), morbida ma croccante. Non ci ho ancora provato perché finora non sono riuscita a procacciarmi la manitoba che pare essere un ingrediente fondamentale per la riuscita della ricetta.

Oggi la cassiera di un supermercato mi ha consigliato di provare con la farina che si trova in un altro supermercato “competitor”, appositamente pensata per la focaccia. “E poi dimmi come ti è venuta eh”. Certo!

Focaccia ligure con pomodorini
Focaccia ligure con pomodorini (non so se si percepisce dalla foto il livello di untuosità) – credits @ritornieandate

La spesa ogni due settimane

Il pensiero di dover fare una lunga fila al supermercato, mi ha invogliata a fare la spesa ogni due settimane. Ho notato che è un ottimo metodo per tenere sotto controllo il budget che si vuole spendere per il cibo ed evitare gli acquisti inutili o dell’ultimo minuto. Ovviamente attuando la strategia del “una volta che è finito è finito, fino alla prossima spesa”.

Dato che io ho degli orari abbastanza flessibili ho cercato di andare al supermercato in momenti “tattici”, come la mattina presto ed evitare i weekend, da un lato per non fare coda, dall’altro per non intralciare chi ha un orario fisso di lavoro. In questi mesi abbiamo tutti sperimentato che è possibile non fare la spesa di domenica e magari potremmo continuare così.

Con mia somma felicità, sono anche due mesi che non faccio un pieno, l’ultimo è stato il 2 marzo (normalmente lo faccio circa ogni due settimane). A me piace guidare ma non mi manca particolarmente.

Che cosa non vedo l’ora di riprendere?

Come dicevo, sono due mesi che non vedo i miei familiari (o congiunti) e mi manca molto poter andare a cena o a pranzo da loro (sono “donna de panza” questo si dovrebbe essere capito). Non so quando potremo riprendere, ma spero presto.

Lo so che lo state pensando tutte, ma anche ricominciare con regolarità a mettere il reggiseno, a vestirci e truccarci, sarà una sfida. Io sono del team “lasciamo respirare la pelle” per cui se non è necessario (spesso anche quando lo è) non mi trucco.

Non vedo l’ora, però di poter lavorare fuori casa, uno dei pochi lati positivi dei freelance in perenne “smart working“. Sì, ci vorrà molto tempo. Prima o poi farò una lista dei miei spazi preferiti.

Pause caffè
Pause caffè (non si vede ma dietro la tazzina c’è il mare) – Credits @ritornieandate

Ovviamente mi manca molto anche poter bere un caffè al bar (magari accompagnato da un bel “cornetto” o brioche come si chiama qui al nord. Se vista mare, meglio.

Vorrei anche riprendere a dormire, dato che soprattutto in queste ultime settimane faccio molta fatica ad addormentarmi. Non riesco neanche a mantenere quel livello di attenzione minimo per poter guardare un film o una serie, quindi ripiego sulle dirette Instagram.

Piccola digressione: le mie preferite finora sono state

  • L’accoppiata Tommaso Zorzi e Daniela Collu su sesso e relazioni amorose
  • Annie Mazzola che ha letto il suo libro in maniera esilarante
  • Cristina Fogazzi (l’Estetista Cinica) che ha praticamente intervistato tutti i virologi disponibili e ha fatto fare la skincare a diversi bonazzi (tra cui Francesco Montanari, ovvero il Libanese)
  • Alcune delle “birrette” di Lucrezia Sarnari (ovvero C’era una vodka)

L’evergreen che di solito metto in sottofondo quando faccio altro (tipo pulire casa) sono le “Quattro chiacchiere con” di Marco Montemagno. In questa quarantena grandi ospiti, tra cui ClioMakeUp, Danilo Gallinari, The Jackal.

Ps. Se qualcuno sapesse come si tolgono i commenti in “sovrimpressione” poi mi renderebbe felice.

Le interviste che ho fatto io

In questi mesi ho avuto la possibilità di intervistare e parlare (anche se solamente al telefono) con molte persone: dai soccorritori al nutrizionista, alla psicologa alla mia amica che vive a Berlino, ma anche imprenditori e professionisti della ristorazione. Ognuna di queste chiaccherate è stata per me una occasione di arricchimento.

Meritano una menzione speciale tutti i volontari delle varie associazioni. In particolare qui nella mia zona, anche quelli di un’associazione straniera, che si sono messi a disposizione acquistando e distribuendo pacchi alimentari per chi in questo periodo non ce la fa a fare la spesa. A me sembra un gesto bellissimo di fratellanza e solidarietà, peccato sia passato troppo nell’ombra.

Loro non l’hanno fatto per ottenere un riconoscimento, ma al contrario di praticamente tutte le altre associazioni e aziende, nessuno li ha ringraziati (almeno ufficialmente).

Che cosa mi rimane da portare a termine?

Nonostante avessi più tempo libero, non sono riuscita a fare nessun corso online, neanche quelli gratuiti e cercherò di portarli a termine. Il mio proposito rimane sempre quello di ottenere le certificazioni Google Analytics e Adwords e prima o poi ce la farò.

 Per non farmi mancare nulla, sono anche alla ricerca di un lavoro, ma questo è un altro discorso.

Mi sono dilungata come al solito, mettendo insieme varie cose. Proverò a essere più sintetica e dividere i vari argomenti, ma in fondo è anche bello così.

Com’è andato il vostro lockdown? Avete ricette o consigli culinari per me? Fatemi sapere!

Buona fase due, che sia responsabile e prudente!

4 thoughts on “Come è stato questo periodo di lockdown?

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  1. speriamo che di questo lockdown ci resti solo un lontano ricordo…inevitabilmente ci ha “regalato” qualche chilo in più.
    La fase 2 deve essere portata avanti con cautela perchè non è stato dato il “liberi tutti” come molti hanno recepito erroneamente.
    Ciao, buon prosieguo!

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    1. Ciao! Sì, come ho scritto non vorrei sembrare nostalgica perché mi rendo conto ora di quanto mi sia mancato uscire. Purtroppo, come dici tu, è necessaria molta prudenza e io vedo invece molta confusione (soprattutto tra le aziende)!

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