Vita da freelance a luglio: che cosa mi manca di più?

Che cosa manca di più a una “freelance” come me in questo periodo (a parte ovviamente la garanzia di avere uno stipendio fisso e soddisfacente): poter lavorare ovunque, meglio se vista mare (o almeno con l’aria condizionata). 

Una vista come questa a Riva Trigoso – Copyright Ritornieandate

Lavorare da casa che passione

Per questo ora scrivo dalla mia scrivania, con vista sul balcone dei vicini e simpatico sottofondo delle loro urla. Un paio di settimane fa credevo stessero litigando furiosamente, invece si stavano scambiando opinioni “da bar” sulla politica interna ed estera. Per non farci mancare proprio nulla, immancabilmente c’è anche la madre che quotidianamente grida di tutto ai figli e al cane (in questi casi non so mai se chiamare qualcuno o farmi i fatti miei) e i vecchietti che fanno da babysitter ai nipoti.

Verso le cinque di mattina il bonus: il simpatico cuculo (o comunque un uccellino maledetto) che va avanti per un’ora in loop a cantare. Non so se avete presente, ma diciamo che non è proprio un suono piacevolissimo (per inciso continua finché io non esco sul balcone con la scopa). Tra l’altro ieri mi sono ricordata che quando vivevo in Romania c’era il gallo…

Insomma, mi piace lavorare in casa ma dopo un po’ anche no. Non voglio pensare a chi in questi mesi abbia dovuto lavorare e contemporaneamente occuparsi della didattica a distanza dei figli e assicurarsi che fossero ancora in vita.

Da buona incontentabile, devo dire che anche stare otto ore in ufficio non mi è mai piaciuto. Se dovessi lavorare in un ufficio con l’obbligo di vestirmi in un certo modo credo che non ce la farei. L’ideale sarebbe un equilibrio libero e flessibile, infatti lo smart working dovrebbe appunto essere questo.

Questa era la mia scrivania in Romania – Copyrights Ritornieandate

In questi anni ho lavorato molto sulla flessibilità, scrivendonei posti più diversi. Una volta ho anche fatto un’intervista mentre ero su Flixbus e ho anche fatto riunioni improvvisate e colloqui seduta per terra nei corridoi dell’università.

Purtroppo a causa del covid, non è ancora possibile poter usufruire in sicurezza e tranquillità degli spazi dove prima andavo spesso quando mi stufavo di rimanere a casa. Devo dire che il mio equilibrio psichico ne sta risentendo parecchio.

Lavorare ovunque è davvero così semplice?

In questo anno e mezzo, ma in realtà devo dire anche prima, mi sono creata dei personali punti di riferimento in particolare a Milano. Ho utilizzato come base di selezione i diversi articoli con le liste su dove lavorare, scrivere e studiare.

La verità è che non facile trovare un posto con una buona connessione internet, poco casino e dove poter stare tutto il tempo che si vuole serenamente. Attenzione perché molto spesso se andate a ora di pranzo – cena vi chiedono gentilmente, o forse neanche troppo, di allontanarvi. 

I miei posti preferiti a Milano

Iniziamo con quelli che conosco meglio a Milano. Arnold Coffee (via Festa del Perdono) davanti all’Università Statale, per me era da sempre una certezza, ma l’ultima volta (quasi un annetto fa) l’ho trovato chiuso. Qualcuno ha notizie? Lì in zona ci sono davvero tanti bar dove sedersi, bere un caffè e intanto lavorare. Perfetto per gli studenti universitari o per chi vuole sentirsi di nuovo giovane.

Sono andata spesso anche alla Feltrinelli di piazza Gae Aulenti, che è perfetta, ma attenzione perché non ha molti posti. A me è anche capitato che a orario di pranzo mi chiedessero gentilmente di andarmene (nonostante il locale fosse vuoto).

UpCycle (Via Andrea Maria Ampère 59) in zona Piola direi che è uno dei miei preferiti, po’ stile nordico. Se dovessi scegliere un posto di lavoro o un “ostello per freelance” sarebbe molto simile a questo. Unica pecca, a un certo orario, mi pare intorno alle 18, non è più consentito lavorare.

In centro, invece è difficile trovare un posto dove concentrarsi ma direi che Green Station (Via Spadari, 13) è molto valido, evitando però l’orario pranzo. Ce ne sono molti altri simili in zona, ma questo è uno dei pochi che mi sia piaciuto davvero (anche perché fa dei buoni dolcini). In caso di emergenza ci sono diversi baretti anche in via Torino con connessione internet. Altrimenti, se avete una buona offerta, l’hotspot del telefono in molti casi vi salva. Ovviamente, senza essere fanatici ma avere un computer leggero, resistente e facile da trasportare come quelli fatti dalla nota azienda con la mela, è un grande vantaggio.

Come dimenticare poi Coffice (Via Olona, 11), in zona Sant’Ambrogio è davvero stupendo, sono molto carini e hanno dei dolcetti davvero sfiziosi (ma anche degli ottimi pranzi). Mi hanno sempre permesso di stare tranquilla e dato che ho spesso pranzato lì o consumato non mi hanno mai fatto pagare la tariffa oraria (anche se credo possa funzionare anche così). Si può anche riservare, se necessario una sala e avere una serie di servizi.

Nota negativa, invece, per City Life che all’interno ha molti tavoli dove ci si può sedere e in teoria lavorare o studiare, ma la connessione wi-fi non è così fantastica. Assolutamente da evitare nel weekend perché c’è (giustamente) troppa gente che vuole fare shopping o bere qualcosa ed è davvero difficile concentrarsi, provare per credere.

Mi hanno anche consigliato la Microsoft House e lo spazio della Fondazione Feltrinelli, dove fanno incontri stupendi, ma non è ancora mai capitato di essere in zona (Viale Pasubio, 5).

Vorrei aprire una grossa parentesi riguardante le persone che riescono a lavorare in treno. Tutti bravi sul Frecciarossa nella saletta vip, ma sul regionale è tutta un’altra “experience”. In ogni caso a me dopo dieci minuti viene il mal di mare.

A Milano va detto anche che spopolano gli spazi di co-working ma per un singolo freelance che non ha ancora una carriera super avviata di solito affittare una scrivania è troppo costoso.

Come vorrei fare smart working?

Viste tutte queste esperienze quale sarebbe il mio sogno? Un lavoro che mi permetta di stare in un ufficio tranquillo, anche senza una classica postazione fissa, con la possibilità anche di lavorare da un bar e di uscire ogni tanto (o di fare qualche bel viaggetto). In alternativa mi piacerebbe un sacco aprire un “ostello per freelance” o una libreria – café, chi può dirlo.

Il mio grande amore rimangono, infatti, le biblioteche, che purtroppo rimangono ancora aperte (qui in Lombardia) solo per il ritiro e restituzione dei prestiti (su appuntamento). Non è ancora possibile usare le sale studio – lettura.

Spero davvero che riaprano presto, nel prossimo articolo vorrei fare un’elenco delle mie preferite nell’hinterland milanese.

Avete mai provato a lavorare in questi posti o in altri che mi potete consigliare o magari avete avuto delle esperienze particolarmente traumatiche nel lavorare da qualsiasi posto si trovi? Fatemi sapere!

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