Sognando le vacanze estive: il mio concetto di viaggio ideale

Oggi pensavo alla mia amata Liguria, contando i giorni che ci separano. Quest’anno, infatti, abbiamo tutti bisogno di staccare, anche più del solito. Io per le vacanze estive ho optato per la formula “stessa spiaggia – stesso mare”.

In realtà sono ancora molto indecisa anche se pur potendo ho evitato, al contrario di molti (in particolare chi ha le famose “seconde case”), di muovermi fuori regione e lo farò, fino ad agosto.

Rimarrò in Italia non per spiccato spirito patriottico, almeno non solo, men che meno perché quest’anno è di tendenza, ma per spirito di risparmio. Banalmente, parte della mia famiglia va in vacanza lì da generazioni e mio zio ci vive per cui generosamente mi ospiterà.

Si tratta di una località stupenda, che a me piace moltissimo, di cui conservo dei ricordi splendidi. Da quando sono molto piccola per me è sempre stata proprio sinonimo di estate.

Anche potendo scegliere, sinceramente, ferie e soldi permettendo, se se dovessi fare un viaggetto lungo e impegnativo, non lo farei in pieno agosto.

Vorrei sottolineare che non mi va poi così male, anzi, l’Italia è un paese di una bellezza unica, con un patrimonio storico – artistico straordinario. Tutta quanta, a partire dalla provincia brianzola.

Sestri Levante (in Liguria) qualche anno fa – copyright @ritornieandate

Viaggi e altri imprevisti

In ogni caso, da diverso tempo, direi almeno un annetto buono, a causa di problematiche lavorative e personali mi sposto molto poco o meno di quanto vorrei. Con il covid e il post – covid, manco a dirlo, ancora meno.

Viaggi lunghi, quindi, per ora non previsti, anche se rimane il sogno del Vietnam.

Ho, però, avuto la fortuna di vivere per diversi periodi all'”estero”, parola che uso ironicamente: per i miei gusti si tratta di un’espressione troppo vaga e abusata.

Più nello specifico,sono stata un anno buono in Erasmus a Madrid, poi ho vissuto e lavorato, sempre per un anno, in Olanda e altri otto – nove mesi in Romania. Nel frattempo ho fatto diversi giri (e traslochi) in giro per l’Italia, oltre al mitico mese in India nel 2014 (o 2013?).

Ovviamente, se fossi ricca sfondata o ne avessi la possibilità, viaggerei almeno sei mesi l’anno. Se mi pagassero per viaggiare, poi raggiungerei il mio nirvana.

Com’è il mio viaggio ideale?

Anche se il periodo forse non è adatto, il viaggio per me è quello un po’ stile on the road. Il contrario del villaggio turistico o delle formule “all inclusive”.

La mia non è una critica, io stessa ho frequentato questi posti per qualche anno quando ero più piccola, con mia mamma, e vanno benissimo per chi si vuole rilassare davvero. Ovviamente ora punto sul risparmio e magari meno sulla comodità o razionalità degli spostamenti e dell’organizzazione logistica. Un po’ come tutti quelli che conosco, o quasi.

L’ultima volta, per un colloquio a Padova ho preso un treno da Milano alle sei di mattina . Significa che sono partita da casa mia per arrivare in stazione a Milano, minimo alle quattro e mezza – cinque. Ce l’ho fatta solo grazie a quel sant’uomo di mio padre che mi ha accompagnata.

Per non parlare dei viaggi in autobus di 14 o 16 ore in India. Quando sono tornata da quel famoso viaggio intercontinentale ho dormito, credo, per 24 ore filate.

Roma Termini
Roma Termini o Tiburtina – non ricordo (alle 5 del mattino)

Direi che ho sperimentato qualsiasi mezzo di trasporto, da Flixbus a Blablacar, comprese le offesissime di treni e aerei, tutti a orari improponibili.

In pratica i miei spostamenti sono delle prove di resistenza.

Non so quante volte ho preso l’autobus Roma – Milano o Roma – Genova, che ci mette 10 e 6 ore circa, rispettivamente (più o meno, dipende dal giro che fa e dalle tappe). L’ultima volta la mia amica che mi ha ospitato nella Capitale ha avuto il buon cuore di prepararmi dei panini per il viaggio. Non c’è molto da fidarsi sulle soste imprevedibili di Flixbus. A me è capitato anche che non si fermasse neanche lontanamente vicino a un autogrill o a un bar.

Posso fare questi viaggi coraggiosi, chiaramente, perché sono ancora giovane e perché non ho figli, altrimenti sarebbe improponibile o molto difficile, me ne rendo conto.

L’accessorio salvavita che mi permette (quando mi ricordo di portarlo) di dormire ovunque. C’è chi lo ama e chi lo odia

Imprevisti, varie ed eventuali

Sempre parlando di organizzazione, ho portato mia mamma a Ferragosto a visitare il Colosseo e i Musei Vaticani. Roba che io ho dovuto sedermi un attimo fuori, perché stavo per svenire dal caldo.

A sentire lei è stata una vacanza indimenticabile, ma non saprei dire in che senso, dato che l’ho fatta camminare per ore e ore (avrei anche una foto ma non posso condividerla, anche se fa molto ridere).

Visti e imprevisti di tutti i tipi

Considerato tutto questo, la mancanza di sonno cronica e una buona dose di distrazione caratteriale, l’imprevisto è dietro l’angolo. Potrei raccontare (e forse lo farò) di mille oggetti persi, ma devo dire quasi sempre ritrovati, come la mitica valigia (che ho perso e ritrovato non una, ma due volte). Non conto più i caricabatterie che ho dimenticato in ogni dove.

Grazie al cielo, a parte qualche inconveniente che può capitare, in un modo o nell’altro ho sempre rimediato. C’è chi pianifica tutto in ogni dettaglio, compreso, mentre io sono più per il “c’è sempre un modo per rimediare” .

Quando si fa un viaggio, breve o lungo che sia, al di là di quello che si mostra nelle stories su Instagram, non per forza va sempre tutto benissimo ed è tutto fantastico, anzi.

Può capitare di trovare un posto chiuso (mi è capitato) o non all’altezza delle aspettative, ma anche di cambiare i piani o di dover rinunciare a vedere qualcosa.

Oramai sono diventata praticamente un maestro zen, non mi sconvolge più nulla. Per fortuna ho sempre viaggiato con persone più zen di me, o che mi vogliono molto bene ed estremamente pazienti. Altrimenti penso che mi avrebbero uccisa.

Scegliere con molta attenzione i compagni di avventura è fondamentale, bisogna essere sulla stessa lunghezza d’onda, perché si rischia di litigare e di rovinare parte della vacanza e non è il caso.

NB: Quando si è stanchi, delusi o in ansia e fuori dalla propria routine, si litiga e ci si arrabbia più facilmente.

Scoprire una città con gli occhi di chi ci vive

Sempre per la serie viaggi on- the -road e super economici, sono anche una grande fan di Couchsurfing. Fino a poco tempo fa, era gratuito, mentre ora, da pochissimo, pare sia richiesta una piccola quota d’iscrizione.

Il concetto di questa piattaforma è mettere in contatto persone che sono di passaggio in un posto con chi ci vive e ha voglia di ospitarli in casa propria, gratis (al contrario di Airbnb).

È più una filosofia di vita, basata sul mettere a disposizione un letto o un divano letto (da qui “couch”) e in cambio conoscere persone da tutto il mondo, scambiarsi storie ed esperienze.

Alla fine, poter dormire gratis in una città, magari come Parigi (come è capitato a me), anche se non proprio con tutti i comfort di un Hotel, conoscere persone che ci vivono e fare amicizia, non è male.

Alcuni couchsurfers sono disponibili anche solo per prendere un caffè o fare un giro e mostrare la propria città. Il sistema si basa sulle “reference” quindi sui feedback: più ne hai più passerai per una persona affidabile.

Ringrazio di cuore tutte le amiche, gli amici e gli amici degli amici (o del mio ex) e i couchsurfers che in questi anni mi hanno ospitata o mi ospiteranno in futuro. Devo dire che io ricambio volentieri, quando posso.

Appunto la mia filosofia è molto basata sul risparmio. Negli anni sono diventata una specie di broker in grado di scovare il volo in offesissima, lo sconto della vita e l’alternativa più economica dove dormire. Prima di partire faccio dei veri e propri studi comparativi con variabili da me individuate, degni del più esperto tour operator.

Credo che chiunque si trovi a vivere “fuorisede” mi possa capire bene.

Camminando camminando…

Oltre al risparmio, io premio l’autenticità. Niente, secondo me ti fa apprezzare una città più di scoprire le viuzze, i posti nascosti, dei luoghi che hanno un significato particolare(per me in genere le librerie). Preferisco questo ai musei e/o alle località “famose”.

Per me la “Sagrada Familia” a Barcellona o entrare all’interno del Colosseo a Roma è evitabilissimo. Giuro però che la prossima volta a Firenze cercherò di visitare gli Uffizi.

Ho iniziato a girare a piedi per le varie città quando ero in Erasmus. Con il mio ex fidanzato (sì, mi sono fidanzata in Erasmus) individuavamo l’opzione più low-cost, scaricavamo una guida o ci informavamo su internet, prendevamo una mappa ed elaboravamo una sorta di percorso rigorosamente a piedi. Avere davanti la mappa cartacea, per me è più comodo di qualsiasi gps.

Con questo metodo e seguendo consigli o dritte varie, abbiamo girato Oporto, Parigi, l’Andalusia, Firenze, Verona, Venezia e altre città che non ricordo. A volte da soli, altre volte con qualche amico. Poi io ho fatto lo stesso nei miei successivi viaggi in solitaria o con altre persone.

Free tour e perché li adoro

Un’altra cosa che trovo sempre molto carina sono i “Free Tour“, perché sono un modo veloce per farsi un’idea di massima della città, seguendo una guida e spendendo poco. Tra l’altro le spiegazioni, di solito, sono più brillanti e coinvolgenti dei tour “istituzionali” perché basate su aneddoti e curiosità. Si può anche approfittare e chiedere alla guida che cosa vedere o dove mangiare (importantissimo).

Ho scritto “spendendo poco” perché si chiamano “free tour” però alla fine è prevista la possibilità di lasciare mancia. Si può contribuire con quanto si può spendere e si ritiene giusto. Io lo trovo un metodo di business geniale.

Basta cercare su Google o Facebook “Free Tour + Nomedellacittà” e ne vengono fuori diversi.

Vorrei iniziare anche a scoprire di più la “vita notturna” dei posti che visito, ma in genere sono sempre troppo stanca e preferisco andare a dormire o uscire per un breve giro.

NB: Il fattore enogastronomico

Ovviamente molto importante: informarsi anche sulla parte eno-gastronomica. Prima mangiavo di tutto, da qualche anno invece sono vegetariana (sto cercando di diventare vegani). A parte questo non ero e non sono per niente schizzinosa. Mi piace tantissimo la cucina punto e stop, di qualsiasi tipo, italiana, indiana, africana…

Sono anche consapevole di avere uno stomaco a prova di bomba. Ancora non mi spiego come in India io abbia mangiato davvero qualsiasi cosa. Tra l’altro sono stata per due settimane ospite dalla famiglia del mio ex durante le feste di Natale (loro sono protestanti) e in più insieme a loro ho assaggiato qualsiasi tipo di street food, senza avere nessun tipo di – ehm – “effetto collaterale” devastante.

Street food in India - on the road
Quando dico tutto , intendo tutto (questo credo fosse un succo di qualcosa preso come si può vedere ai bordi di un’autostrada) – copyright @ritornieandate

E quest’anno?

Quest’anno spero che in tanti ne approfittino per riscoprire la nostra meravigliosa Italia. Delle volte non serve un viaggio intercontinentale, basta solo una gita a due passi da casa per trovare dei posti stupendi e rigenerarsi.

Magari sarà la volta buona che ci rendiamo conto dell’immenso patrimonio che abbiamo a disposizione e di quanto poco lo valorizziamo.

Se qualcuno è stato in Liguria sarei curiosa di sapere le reali condizioni delle spiagge libere, dato che mi sono arrivate delle immagini sconfortanti (assembramenti e calca).

Ps. scusate la foto orrenda di copertina, è una delle poche che ho fatto su un aereo in volo.

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